Etosha: il Parco Nazionale in Namibia

Etosha

Etosha è uno dei più estesi parchi nazionali dell’Africa, ed il più famoso della Namibia.

Il suo nome in lingua locale significa “grande luogo bianco”, un evidente riferimento al “pan“.

Infatti, circa il 25% del parco è ricoperto da uno strato di sale che da una colorazione bianca al terreno chiamato “pan”.

Etosha il pan
Pan a Etosha

Etosha è stato dichiarato Parco Nazionale nel lontano 1907; all’epoca, però, era molto più esteso di oggi.

All’interno del parco abitano i Boscimani, una popolazione locale; a noi è capitato di vedere anche un gruppo di Himba proprio nei pressi dell’Anderson’s Gate.

Come raggiungere il Parco Nazionale Etosha

E’ situato nella parte settentrionale del paese e dista circa 500 chilometri dalla capitale Windhoek. Il parco può essere raggiunto in automobile in modo agevole, visto che le strade che lo collegano al resto del paese sono in buone condizioni.

Etosha Anderson's Gate
Etosha Anderson’s Gate

L’unico aeroporto che troverete nei dintorni è quello di Tsumeb, a circa un centinaio di chilometri dal parco.

A causa della sua posizione, la visita del parco namibiano viene talvolta abbinata alla visita del Parco Chobe in Botswana.

Punti di accesso al parco e costi

E’ possibile accedere al parco tramite uno dei quattro gates: l’Anderson’s Gate (che è quello da cui siamo passati noi) nella parte meridionale del parco; il Lindequist Gate, ad est; il Galton Gate, che è l’accesso a sud ovest; infine il King Nehale Lya Mpingana Gate, che è l’accesso a nord.

Quando attraverserete il gate, dovrete registrarvi ma pagherete l’ingresso successivamente al momento del check in nel vostro lodge.

Himba nei pressi dell'Etosha
Himba nei pressi dell’Etosha

Il prezzo per ogni persona adulta è di 80 NAD (a seconda del cambio, sono circa 5 euro), mentre i bambini non pagano nulla. Dovrete anche pagare 10 NAD per il vostro veicolo.

Per aggiornamenti sulle tariffe di ingresso potete consultare il sito ufficiale del Parco di Etosha.

Dove alloggiare

All’interno del parco, ci sono diversi campi dove potrete alloggiare: essi sono Namutoni, Onkoshi, Dolomite, Halali, Olifantsrus e Okaukeujo.

Il bungalow dell'Okaukeujo
Il bungalow dell’Okaukeujo

I due più grandi e più frequentati sono il primo, cioè il Namutoni, e l’ultimo, l’Okaukeujo, dove noi abbiamo trascorso due notti.

In questi campi troverete ogni tipo di servizio; una pompa di benzina, un ristorante, l’ufficio postale, lo store.

Nell’Okaukeujo è possibile scegliere se alloggiare nei bungalows o se affittare una piazzola per il campeggio.

Noi abbiamo scelto la prima opzione, anche se devo dire che è abbastanza costosa. Inoltre, malgrado il prezzo, i bungalows sono abbastanza spartani e per certi versi non troppo curati.

Il ristorante dell'Okaukeujo
Il ristorante dell’Okaukeujo

La pozza dell’Okaukeujo

Ma la cosa che ci ha davvero fatto impazzire è la pozza che si trova alle spalle del campo; è isolata dal campo da metri e metri di filo spinato, ed è illuminata, di notte, da una luce ad infrarossi che non infastidisce gli animali.

Quindi è possibile ammirare gli animali sia di giorno che di notte, con il buio. Ci sono addirittura delle panchine per accomodarsi e godersi lo spettacolo.

E’ incredibile quanti animali si recano alla pozza per abbeverarsi; soprattutto ci sono tantissimi elefanti che sembrano materializzarsi dal nulla.

Etosha La pozza dell'Okaukeujo
Etosha La pozza dell’Okaukeujo

Ma, armati di binocolo, abbiamo visto anche un paio di rinoceronti, le iene, degli sciacalli. Poi zebre, gnu… insomma, di tutto di più.

Sappiate comunque una cosa: nel parco nazionale di Etosha non riuscirete a vedere i Big Five, in quanto il bufalo non è presente in questa zona.

Etosha La pozza dell'Okaukeujo di notte
Etosha La pozza dell’Okaukeujo di notte

Consigli utili per il safari a Etosha

Potete effettuare il vostro safari nell’Etosha in completa autonomia, oppure potete affidarvi ai rangers che organizzano dei game drives per i clienti del campo.

Ma se decidete di girare per il parco da soli, dovete tenere a mente alcune cose importanti.

Etosha Gnu alla pozza
Etosha Gnu alla pozza

Intanto dovete guidare con prudenza e a bassa velocità; le strade non sono tali da consentire velocità folli (e poi scusate, cosa c’è di bello nel guidare veloce durante i safari?). Soprattutto c’è la possibilità che gli animali vi taglino la strada all’improvviso.

A noi è capitato con alcuni springbocks e soprattutto con un grosso kudu,

Non scendete dalla macchina per nessun motivo: siete in un parco, non allo zoo, e siete circondati da animali selvatici in libertà. non sarebbe piacevole trovarsi un leone o un ghepardo affamato a pochi passi!

Leone in relax
Leone in relax

E soprattutto rispettate gli orari di ingresso al campo; ad un certo orario i cancelli del parco chiudono i cancelli e li riaprono solo la mattina dopo.
Quindi cercate di essere puntuali e di non fare tardi.

Se invece pensate di fare un giro con i rangers, copritevi fino all’inverosimile. Noi abbiamo fatto un game drive alle prime luci dell’alba e non ho mai avuto tanto freddo in vita mia, malgrado il piumino pesante e la coperta fornita dai rangers.

Etosha Springbock
Uno springbock coraggioso

Personalmente, devo dire che il game drive con i rangers non è stato gran chè. Abbiamo visto pochi animali; e proprio quando abbiamo avvistato i leoni, il nostro driver aveva fretta di tornare al campo, quindi abbiamo visto poco.

Game drive in autonomia

Partenza dall’Okaukeujo, seguendo la mappa e le varie indicazioni stradali. Ecco come abbiamo fatto il nostro game drive in autonomia.

Giraffa
Giraffa

Abbiamo cercato di localizzare le varie pozze (nel parco ce ne sono davvero tante) e spesso ci siamo appostati nella speranza di vedere degli animali.

E in effetti, ne abbiamo visti tanti: elefanti, tantissimi orici (non per niente è l’animale nazionale), springbocks a non finire, gnu e zebre, una quantità paurosa di giraffe.

Ma dei grandi felini neanche l’ombra; si sa, sono abbastanza difficili da avvistare, ma almeno uno mi sarebbe piaciuto vederlo.

Zebre
Zebre

Per pranzo, ci siamo fermati ad un altro campo, il Namutoni. Abbiamo trovato un posto carino dove preparavano hamburger e patatine.

La coda per avere un tavolo era spaventosa, quindi ci siamo accontentati di sederci su una panchina per consumare il nostro pranzo.

E’ stato divertente vedere quanti uccellini si avvicinavano per mangiare le briciole, talvolta azzuffandosi tra loro.

Poi, partenza per la seconda parte del game drive verso l’uscita del parco.

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2 Comments to Etosha: il Parco Nazionale in Namibia

  1. Elena ha detto:

    Un articolo interessante e ben scritto che invoglia a partire.
    La Namibia dev’essere una destinazione meravigliosa!
    Elena

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