Risiera di San Sabba a Trieste

Risiera di San Sabba

Se siete a Trieste o nei paraggi, ritagliatevi un paio d’ore per visitare la Risiera di San Sabba, il campo di concentramento. E’ stato uno dei 4 campi nazisti in Italia ma l’unico attrezzato con un forno crematorio.

Quello che si può visitare oggi è solo la quarta parte della struttura e molti sono stati i lavori di ristrutturazioni necessari, visto che i nazisti avevano bombardato e parzialmente distrutto il campo per cancellare le tracce degli atti abominevoli da loro compiuti.

Data l’importanza storica di questo luogo, abbiamo pensato di scrivere una piccola guida per organizzare una visita alla Risiera di San Sabba

Ingresso alla Risiera di San Sabba
Ingresso alla Risiera di San Sabba

Come arrivare alla Risiera di San Sabba

La Risiera dista circa tre chilometri dal centro di Trieste, quindi è facilmente raggiungibile a piedi. In alternativa potete arrivarci in macchina o in autobus.

In quest’ultimo caso, dovete prendere la linea 8 che parte da Via Campi Elisi e vi porta direttamente al monumento. La durata del viaggio è di circa 12 minuti; la frequenza con cui partono gli autobus è abbastanza elevata, visto che ne parte uno ogni 20 minuti.

Celle dei detenuti nella risiera di San Sabba
Le celle dei detenuti

Informazioni per la visita: orari e prezzi

La Risiera è aperta al pubblico tutti i giorni dalle 9 alle 17. L’ingresso è gratuito. Chi volesse, può prenotare una visita guidata sul sito ufficiale della Risiera di San Sabba.

Vista la sacralità del luogo, i visitatori vengono invitati a tenere i cellulari spenti e a tenere un comportamento idoneo alla situazione.

Interno di una cella
Interno di una cella

La storia della Risiera di San Sabba

Gli edifici vennero costruiti verso la fine dell’800, e come il nome suggerisce essi erano adibiti alla lavorazione del riso.

In seguito, essa divenne un campo di prigionia per i soldati italiani arrestati dopo l’8 settembre del 1943. Successivamente, la sua funzione cambiò, tramutandosi in un campo di smistamento e di sterminio.

La Risiera di San Sabba era un campo di “transito” per gli ebrei che normalmente venivano deportati a Dachau, Auschwitz, Mauthausen, mentre la maggior parte dei detenuti politici venivano massacrati sul posto. Secondo le testimonianze dei sopravvissuti, venivano giustiziati in maniera brutale, solo raramente utilizzando il gas o armi da fuoco, sembra che generalmente venissero percossi a morte.

Un particolare estremamente raccapricciante è che a volte le vittime venivano incenerite quando erano ancora vive. Ma quante furono le vittime? Calcoli effettuati sulla scorta delle testimonianze danno una cifra tra le tre e le cinquemila persone soppresse in Risiera.

Dal 1965, la Risiera è diventato Monumento Nazionale e sono migliaia le persone che vi si recano per visitarla e rendere omaggio alle persone che persero la vita in modo così barbaro.

Moltissimi sono stati i bambini che hanno dovuto affrontare l’orribile esperienza del lager; molti sono stati deportati in altri campi e non se ne sa più niente. Alcuni sono sopravvissuti, visto che la fine della guerra e il crollo del Reich diede loro la libertà.

Sala delle croci nella Risiera di San Sabba
Sala delle croci

Cosa vedere all’interno della Risiera di San Sabba

L’ingresso

L’ingresso della lager è costituito da due alti muri di cemento, abbastanza lugubri e deprimenti. Dopo aver percorso questo corridoio abbastanza claustrofobico, si sbuca in un cortile dove si affacciano gli altri edifici.

Da sottolineare che i muri non appartengono alla struttura originale, ma sono stati eretti durante la ristrutturazione e la loro presenza probabilmente vuole ricreare l’angoscia dei prigionieri che venivano rinchiusi nel campo.

Le celle dei detenuti

In uno degli edifici si trovano le celle dei detenuti. Sono veramente minuscole e al loro interno si vede un tavolaccio dove si poteva dormire; il punto è che in ognuna delle celle ospitava anche 12 persone. Le prime due, accanto all’ingresso, venivano utilizzate per le torture.

La sala delle Croci

La Sala delle Croci è un vasto edificio che veniva utilizzato soprattutto per ospitare i prigionieri in transito verso altri campi. La struttura in legno è stata scarnificata, in origine l’edificio era diviso su tre piani. Su uno dei lati lunghi, sono piazzate alcune bacheche contenenti oggetti di proprietà dei prigionieri ed una ampolla contenente la “Terra di Gerusalemme”.

La terra di Gerusalemme
La terra di Gerusalemme

Il forno crematorio

L’edificio del forno crematorio e la connessa ciminiera vennero distrutti con la dinamite dai nazisti in fuga, nella notte tra il 29 e il 30 aprile 1945, per eliminare le prove dei loro crimini, secondo la prassi seguita in altri campi al momento del loro abbandono.
La struttura metallica che vedete nella foto rappresenta appunto la ciminiera.

Forno crematorio
Forno crematorio

Il luogo dove si trovava un tempo il forno crematorio è oggi segnalata da una lastra d’acciaio, mentre l’edificio alle sue spalle era il quartier generale delle SS.

Risiera di San Sabba
Struttura che sostituisce la ciminiera

Edificio di culto

L’edificio oggi adibito al culto, senza differenziazione di credo religioso, al tempo dell’occupazione serviva da autorimessa per i mezzi delle SS che erano di stanza nel campo. Qui stazionavano anche i neri furgoni, con lo scarico collegato verso l’interno, usati probabilmente per la gasare delle vittime.

Nella Risiera, infatti, non erano previste delle comuni camere a gas come quelle di altri campi altrettanto tristemente famosi.

Scultura commemorativa
Scultura commemorativa

Considero la visita ad un luogo come questo, dove tante persone hanno perso la vita, un tributo alle vittime e un modo per capire meglio la loro tragedia.

Potresti essere interessato anche a questo articolo:
Il Castello di Neuschwanstein, il castello delle fiabe


22 Comments to Risiera di San Sabba a Trieste

  1. Raffaella ha detto:

    Ne avevo sentito parlare, ma non avevo mai visto immagini di questo luogo. Davvero terribile. Da visitare assolutamente per non dimenticare.

    • Teresa ha detto:

      Sentirne parlare e visitare dal vivo posti come questo è molto diverso; ti mette davvero di fronte ad un passato orribile!

  2. Non so se riuscirei a mantenere i sentimenti e le emozioni fuori dalla porta della Risiera, e per questo non sono mai riuscita a decidermi a visitarla. Per quanto io abbia studiato la storia di quel periodo in maniera maniacale perchè appassionata, trovarmi nei luoghi intrisi del sangue degli innocenti mi lascia sempre svuotata dentro.

    • Teresa ha detto:

      Sicuramente, una visita a questi luoghi suscita emozioni molto forti e sicuramente non positivi. Ma continuo a sostenere che almeno una volta nella vita si debba toccare con mano questa realtà!

  3. Eliana ha detto:

    Questo è uno dei luoghi che tutti dovremmo vedere affinchè si comprenda l’orrore che l’uomo può pensare e tramare. Purtroppo questi luoghi della memoria passano sempre un po’ in sordina. Ho in programma una visita a Trieste per l’Immacolata, sicuramente ci andrò!

    • Teresa ha detto:

      L’ho già detto un sacco di volte, ma sono fermamente convinta che tutti dovremmo visitare luoghi come la Risiera, e dovremmo farla conoscere ai giovani; forse è un modo per evitare che l’orrore si ripeta!

  4. Claudia ha detto:

    Un capitolo molto triste della nostra storia, ma che per questo meriterebbe appunto di essere visitato da quante più persone possibile.

  5. paola ha detto:

    Visitare la Risiera è un’esperienza incredibile. Si parla sempre di campi di concentramento lontani, di una storia che non riguarda l’Italia. In realtà la crudeltà e la morte ci appartengono più di quanto pensiamo così come colpe e responsabilità. Prenderne atto e respirare l’atmosfera fredda di quel luogo dovrebbe insegnarci a non sbagliare più. Dovrebbe…

    • Teresa ha detto:

      In effetti ci sono molte persone che vanno a visitare Auschwitz o Dachau, quando, purtroppo, anche noi abbiamo vissuto un capitolo tutto italiano della storia dell’olocausto!

  6. Moira ha detto:

    Trieste è una città che vogliamo visitare appena ci sarà possibile. Volevamo andarci a giugno – rientrando dal viaggio programmato in Slovenia e invece è successo l’impossibile. Mi segno questo luogo per future escursioni!

    • Teresa ha detto:

      trieste non scappa e neanche la Slovenia. Sono sicura che avrete altre opportunità di visitare queste splendide zone!

  7. roberta ha detto:

    Mamma mia, non sapevo assolutamente nulla dell’esistenza di questo luogo. Letto il titolo, pensavo si trattasse di qualcosa di bucolico. E invece…

    • Teresa ha detto:

      Purtroppo è un posto che di bucolico ha ben poco; è un posto intriso di tristezza e della sofferenza di chi, suo malgrado, vi è stato ospite!

  8. Conosco questo posto per la sua triste fama ma non ci sono ancora stata. Come dici tu trovo che sia giusto visitare posti del genere per capire meglio la tragedia, e anche per evitare che vengano di nuovo commessi gli stessi errori del passato.

    • Teresa ha detto:

      L’esperienza di visitare un campo di sterminio e capire meglio gli avvenimenti accaduti tanti anni fa è un’esperienza che tutti dovrebbero fare, soprattutto i più giovani!

  9. Angela ha detto:

    Visitare questi luoghi per far sì che la storia non si ripeta, questo deve essere l’intento di questa tipologia di musei.

    • Teresa ha detto:

      Mi trovi perfettamente d’accordo, penso che bisognerebbe far conoscere queste realtà del nostro passato soprattutto ai giovani che sono il nostro futuro!

  10. valeria ha detto:

    Tra fine agosto e inizio settembre sarò a Trieste e la Risiera di San Sabba rientra tra i siti che visiterò. Posti simili fanno capire la follia umana fin dove può arrivare.

    • Teresa ha detto:

      La Risiera, come tanti altri posti che hanno svolto la stessa funzione, meritano di essere visitati perchè fanno riflettere e, come dici tu, ci mostrano quanto l’uomo può essere crudele con i propri simili!

  11. Alessandra ha detto:

    Ho visitato questo luogo alcuni anni fa. Se non ricordo male è l’unico campo in Italia dotato di forno crematorio. Che orrore! Sono d’accordo con te: bisogna continuare a visitare e a parlare di questi luoghi per non dimenticare e per dare onore alle vittime.

    • Teresa ha detto:

      Esatto, l’unico campo in Italia con forno crematorio, che fu distrutto dai nazisti per cercare di nascondere le loro malefatte. Credo che tutti, soprattutto i giovani, dovrebbero visitare questo posto per capire meglio la storia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Gianni e Teresa - I Nonni Avventura *** Sito ottimizzato per risoluzione 1600 x 900 | Travel Theme by: D5 Creation | Powered by: WordPress