Il Sacrario di Redipuglia

Sacrario di Redipuglia

Il Sacrario di Redipuglia è un monumento storico che, a mio avviso, ha un enorme valore nella storia recente della nostra Italia; e ritengo che andrebbe visitato almeno una volta nella vita.

Come il nome stesso lascia intuire, si tratta di un sacrario che conserva le spoglie dei militi caduti in questa zona del Friuli Venezia Giulia durante la Prima Guerra Mondiale e ne onora la memoria. Insieme al Sacrario del Monte Grappa, esso resta a testimoniare la tragedia della Grande Guerra.

Le origini del nome sono abbastanza controverse; alcuni ritengono che esso derivi addirittura dal nome latino Rodopuglum, per l’altri esso è la corruzione della parola slovena Radopolia. Il significato di questo termine è “campo arato”. Viene anche comunemente chiamato “Sacrario dei centomila”, visto che ospita i resti di 100.187 soldati.

Dove si trova il Sacrario di Redipuglia

Croci nel Sacrario di Redipuglia
Croci nel Sacrario di Redipuglia

Il Sacrario di Redipuglia si trova nei pressi del comune di Fogliano, in Friuli Venezia Giulia, km 340 della rotabile Udine-Monfalcone. Esso giace si piedi Monte Sei Busi, che durante il primo conflitto mondiale fu teatro di aspre battaglie che miravano alla sua conquista.

Come raggiungere il Sacrario di Redipuglia

E’ possibile raggiungere il Sacrario in auto, percorrendo l’autostrada che collega Venezia a Trieste ed uscendo al casello Redipuglia. Poi bisognerà proseguire per un paio di chilometri per raggiungere la destinazione.

Si può arrivare anche in treno, utilizzando la linea ferroviaria Udine-Gorizia-Trieste e scendendo alla stazione ferroviaria di Redipuglia.

Se decidete di arrivare in aereo, l’aeroporto più vicino è quello di Ronchi dei Legionari che dista solo 5 chilometri. Dopo l’atterraggio, sarà necessario prendere un taxi o noleggiare un’auto.

Orari e prezzi per la visita al Sacrario di Redipuglia

La visita a questo monumento storico è gratuita. Per quanto riguarda i giorni di visita, il Sacrario di Redipuglia è visitabile sempre, in qualunque periodo dell’anno.

Per quanto riguarda l’orario, non ci sono limiti; tuttavia alcune parti sono aperte e accessibili al pubblico solo in certi orari. Eccovi i dettagli:
Il Museo della Casa della 3^ Armata e la parte alta del Sacrario sono visitabili:
– dal 16 marzo al 30 ottobre: nei giorni feriali (eccetto il lunedì, giornata di chiusura) dalle ore 9 alle ore 12e dalle ore 14 alle 17; nei giorni festivi e sabato, dalle ore 9 alle 12.30 e dalle 13.30 alle ore 18;
– dal 1° novembre al 15 marzo: nei giorni feriali (dal martedì al sabato) dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle ore 17. Nei giorni di lunedì e festivi: chiuso.

Panorama del Sacrario di Redipuglia
Panorama del Sacrario di Redipuglia

La storia del Sacrario di Redipuglia

L’inaugurazione del Sacrario risale al settembre del 1938; fu in quella stessa data che nacque il Parco della Rimembranza sul Colle Sant’Elia.

I progettisti che idearono questa imponente ed emozionante struttura furono un architetto ed uno scultore; i loro nomi sono rispettivamente Giovanni Greppi e Giannino Castiglioni.

Le salme che riposano in questo luogo sono per la maggior parte italiane, ma ci sono anche 15.000 caduti dell’Impero Austro-Ungarico.

A partire dalla data della sua apertura, il 4 novembre di tutti gli anni il sacrario di Redipuglia ospita una cerimonia che intende celebrare i caduti. Solitamente, essa si tiene alla presenza del Presidente del Senato, che fa le veci del Presidente della Repubblica. Quest’ultimo, infatti, è di solito impegnato a presenziare una manifestazione analoga a Roma, presso l’Altare della Patria.

In alcune occasioni, a rendere più solenne la cerimonia, sono intervenute le frecce tricolori con il loro affascinante spettacolo.

Cosa vedere al Sacrario di Redipuglia

Una volta arrivati a destinazione, troverete il Sacrario sulla vostra destra e il Parco delle Rimembranze a sinistra.

Proprio all’ingresso del Sacrario, troverete una grossa catena che lo delimita, anche se solo in modo simbolico, visto che è appoggiata al suolo e basta solo scavalcarla per iniziare la visita; essa apparteneva alla Torpediniera Grado.

I gradoni

Alle spalle della catena, si apre lo spettacolo del monumento commemorativo; esso è costituito da 22 gradoni; qui riposano le salme di 39857 soldati che sono stati identificati, mentre sullo scalone più in alto sono state create due fosse comuni per i militi ignoti.

Per costruire i gradoni è stata utilizzata della pietra bianca tipica del Carso; questo li rende luminosi e solari malgrado il loro macabro contenuto. Ognuno di essi presenta una lamina di bronzo sulla quale sono incisi i nomi e il grado dei soldati.

Al di sopra della lastra, leggerete la parola “Presente” ripetuta innumerevoli volte. Questo termine fa riferimento alla tradizione fascista di fare l’appello.

Margherita Kaiser Parodi Orlando

Tomba di Margherita Kaiser Parodi Orlando
Tomba di Margherita Kaiser Parodi Orlando

Tra tutti i caduti ospitati nel Sacrario di Redipuglia, merita una menzione a parte la crocerossina Margherita Kaiser Parodi: si tratta infatti dell’unica donna ad essere sepolta qui.

La donna morì a soli 21 anni durante l’epidemia di spagnola scoppiata subito dopo la guerra. Per il coraggio dimostrato durante il conflitto e per la sua tenacia, essa fu insignita della Croce di Bronzo al Valor Militare.

La tomba di questa coraggiosa eroina è situata proprio in prima fila; se la cercate, troverete facilmente la sua tomba, visto che è l’unica ad essere contrassegnata da una croce.

La Via Eroica

Per raggiungere i gradoni, che sono il cuore del Sacrario, dovrete percorrere la Via Eroica. Si tratta di una ampia strada lastricata in pietra, Essa è delimitata sui due lati da lastre in bronzo, 38 per la precisione.

Su ognuna di esse viene elencata una delle battaglie che si svolsero sul Carso durante la Prima Guerra Mondiale.

Le tombe dei generali

Tomba del Duca d'Aosta
Tomba del Duca d’Aosta

Prima dei gradoni, sono situate le tombe dei generali. Sono piazzate in posizione avanzata, come se ancora guidassero il loro esercito nella battaglia.

Apparentemente, si tratta di imponenti cubi che si vedono sin dall’ingresso del Sacrario. Quella centrale accoglie i resti di Emanuele Filiberto, Duca d’Aosta, Comandante della 3^ Armata. Egli chiese espressamente che il suo corpo fosse sepolto in questa area.

La tomba si trova in posizione sopraelevata rispetto al suolo grazie ad alcuni gradoni; ma quello che colpisce è il blocco di marmo rosso che ne costituisce la lapide.

Ai lati, le tombe degli altri generali, cioè Antonio Chinotto, Tommaso Monti, Giovanni Prelli, Giuseppe Paolini e Fulvio Riccieri. Anche in questo caso troviamo degli scaloni, ma il blocco che le sormonta è di marmo grigio.

Il Museo

Come già detto, l’ultimo gradone ospita le salme dei militi ignoti. Sulla sua cima, spiccano tre grandi croci, visibili anche da lontano. Ai due lati, sono state allestite delle sale museali.

La prima è riservata alle Medaglie d’Oro; tra le altre cose è possibile ammirare i dipinti di Ciotti che un tempo adornavano la tomba del Duca d’Aosta, quando essa era ancora sul Colle Sant’Elia. Il secondo museo contiene reperti bellici e oggetti appartenuti ai caduti e rinvenuti sui campi di battaglia.

La Chiesa

Essa si trova alle spalle dell’ultimo gradone; non c’è alcun tipo di segnalazione che ne riveli la presenza, se non le tre grandi croci. Il suo ingresso è ad un livello più basso rispetto a quello del gradone.

Al suo interno ci sono tre navate che colpiscono per la loro solennità; esse sono realizzate in marmo nero in contrasto con soffitto in mosaico. Sulle pareti interne si può leggere la frase: “Queste pareti custodiscono trentamila militi ignoti a noi, ma noti a Dio”.

Il portale di accesso alla cappella è decorata con il simbolo della Terza Armata, una croce.

Parco delle Rimembranze
Parco delle Rimembranze

Il Colle Sant’Elia

Proprio di fronte al Sacrario di Redipuglia, dall’altra parte della strada, si trova il Colle Sant’Elia. Qui, fino alla fine degli anni ’30, si trovava il Cimitero degli Invitti, dove le salme dei caduti erano sepolte nella nuda terra. Esisteva anche una piccola cappella che ospitava i resti del Duca d’Aosta.

Quando fu costruito il Sacrario, i resti dei soldati periti nella Grande Guerra vennero traslati nel monumento commemorativo, compresi quelli di Emanuele Filiberto. Fu in questo periodo che nacque il Parco delle Rimembranze.

Parco delle Rimembranze

Il Parco è un’area verde attraversata da sentieri, all’interno della quale è possibile vedere fortificazioni e trincee originali ma non solo. Ci sono ben 30 pezzi di artiglieria usati durante il conflitto e varie opere commemorative.

Passeggiando nel Parco, vedrete anche alcuni cippi commemorativi, ben 35, che mostrano reperti bellici originali dell’epoca. In cima al Colle, a dominare il Parco, è stata collocata una colonna romana proveniente da Aquileia.

Museo
Museo

Casa della 3^ Armata

Proprio alla base del Colle Sant’Elia, quindi all’ingresso del parco delle Rimembranze, si trova un edificio a più livelli; si tratta della Casa della 3^ Armata, un tempo chiamata Casa del Pellegrino.

La parte più interessante della struttura è sicuramente al piano terra: infatti qui è stato allestito un piccolo museo dove sono esposti reperti risalenti alla Prima Guerra Mondiale. Ci sono armi, divise, e medaglie. A richiesta, può essere proiettato un video storico sull’argomento.

Piazza delle Pietre d’Italia

Nel 2018, per commemorare il Centenario della Grande Guerra, proprio davanti al Colle Sant’Elia, è stata costruita la Piazza delle Pietre d’Italia. Si tratta di un’opera d’arte coloratissima, un mosaico creato con materiali provenienti da varie parti d’Italia. Tutti i pezzi del mosaico rappresentano i comuni da cui provenivano i soldati coinvolti nella guerra.

Per ogni altra informazione, potete consultare il sito ufficiale del Sacrario di Redipuglia.

Trincee
Trincee

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24 Comments to Il Sacrario di Redipuglia

  1. anna ha detto:

    Non ne avevo mai sentito parlare e quando ho letto il nome pensavo fosse un santuario. Amo leggere i blog perché davvero si scoprono tantissime cose. L’imponenza della struttura e i gradoni sembrano davvero d’effetto.

  2. valeria ha detto:

    È proprio vero, il Sacrario di Redipuglia va visitato almeno una volta nella vita. Un peccato che tante volte il sacrificio di queste persone viene dimenticato. Tornando al suo nome ammetto che l’etimologia mi ha sempre incuriosito e credevo, fino a qualche tempo fa, che la grafia fosse diversa.

    • Teresa ha detto:

      Sono in molti a credere che il nome sia scritto staccato e che abbia a che fare con qualche monarca del meridione, comunque è vero, questi luoghi vanno visitati assolutamente!

  3. Claudia ha detto:

    Ho visitato il sacrario durante un viaggio verso la Croazia e mi ha molto emozionato. Ho trovato molto toccante soprattutto il “presente” sopra tutti i nomi!

    • Teresa ha detto:

      Io sono stata colpita da tutta la situazione, soprattutto dalla enorme quantità di salme che riposano nel sacrario!

  4. Michela ha detto:

    Adoro gli itinerari storici, in un modo o nell’altro raccontano come noi siamo arrivati fino a qui. Quando vado in America seguo sempre degli itinerari e nel mio ultimo on the road ho ripercorso gettysburg e i suoi racconti

    • Teresa ha detto:

      Anche noi siamo stati a Gettysburg e anche a Valley Forge e al Cimitero di Arlington; sono luoghi imperdibili e indimenticabili!

  5. ERMINIA SANNINO ha detto:

    Piuttosto impressionante, soprattutto sapere che sotto quei gradoni ci sono persone. Il messaggio è sicuramente molto forte e chiaro.

    • Teresa ha detto:

      Un messaggio che tutti noi dovremmo ricordare per evitare che una tragedia di questa portata si verifichi di nuovo!

  6. Elena ha detto:

    Un monumento decisamente suggestivo! Deve fare davvero un certo effetto essere di fronte alle spoglie dei caduti della Prima Guerra Mondiale.

    • Teresa ha detto:

      E’ un misto di emozioni, che vanno dall’inquietante al triste; però bisognerebbe visitarlo una volta nella vita!

  7. Paola ha detto:

    Sono un’appassionata della storia e penso che questo tipo di attrazioni, se così si possono chiamare, servano per richiamare l’attenzione e indicarci la strada da NON seguire.
    Bellissimo.

  8. Eliana ha detto:

    Adoro i luoghi storici e adoro ancora di più ripercorrere le tappe dei due conflitti mondiali per non dimenticare e per tenere viva la memoria. Conosco questo Sacrario ma non ci sono mai stata!

  9. Impressionante. Luoghi come questi servono a ricordarci quanto siamo stati fortunati e quante persone sono morte per regalarci la libertà. Bisognerebbe sensibilizzare di più le nuove generazioni a ruguardo!

    • Teresa ha detto:

      Sono assolutamente d’accordo con te, i giovani dovrebbero visitare monumenti come questo, gli darebbe sicuramente uno spunto di riflessione!

  10. Libera ha detto:

    Devo assolutamente andare a visitare questo luogo . Grazie perché siete sempre molto dettagliati nei vostri racconti di viaggio

  11. Veronica ha detto:

    Sicuramente non è una gita da prendere alla leggera, ma un luogo emblematico che ci fa riflettere sulla nostra storia. Non ci sono mai stata e mi domando quale effetto possa fare.

    • Teresa ha detto:

      Le sensazioni sono tante: sgomento, tristezza, stupore e molto altro. E’ un luogo che fa riflettere e che andrebbe assolutamente visitato una volta nella vita!

  12. Sara - Slovely.eu ha detto:

    Ma siete venuti dalle mie parti allora! 🙂
    Confermo che il nome Redipuglia è molto dibattuto. L’origine slovena è molto probabile (“polje” vuol dire campo ed è spesso usato nei toponimi), in quella zona tutt’ora è presente una comunità slovena e sicuramente non ha nulla a che fare con qualche misterioso monarca pugliese, come pensano in tanti! 😉
    E’ un luogo triste, di raccoglimento, ci sono stata diverse volte ma ammetto che non ci vado molto volentieri, come tutti i luoghi che ricordano la guerra e non mi piace lo stile monumentale, tipico di quegli anni bui. La grande guerra da noi ha lasciato troppi drammi, lutti e stupide divisioni che ancora oggi paghiamo da queste parti. Ma è sicuramente un luogo da visitare, in silenzio, così come il vicino cimitero austro-ungarico, molto più semplice e umile, ben tenuto dai volontari, ma poco conosciuto.

    • Teresa ha detto:

      Veniamo spesso dalle tue parti, perchè i miei figli abitano in Veneto; mi hai fatto morire dal ridere con la storia del monarca pugliese! 🙂

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