Camargue, il paradiso dietro l’angolo!

Camargue

Abbiamo davvero bisogno di un week end di tranquillità e visto che non abbiamo molto tempo, decidiamo di andare in Camargue. Il tempo è splendido e fa ancora abbastanza caldo, in 3 ore circa raggiungiamo la nostra meta. Gianni ci è già stato ed è davvero entusiasta di ritornarci, io sono curiosissima di vedere questa terra di cui ho sentito dire cose fantastiche.

Fenicotteri rosa

Fenicotteri rosa

La Camargue è nel sud della Francia, sul delta del Rodano ed è un parco regionale dal 1970.
La nostra destinazione è un piccolo villaggio dal nome lunghissimo: Saintes Maries de la Mer, cioè le Sante Marie del Mare. Il nome deriva da una leggenda, secondo la quale le donne seguaci di Gesù di Nazaret, Maria Maddalena, Maria di Betania e sua sorella Marta e Maria di Nazareth sua madre, sarebbero approdate in Camargue dopo le prime persecuzioni in patria, e qui avrebbero diffuso il credo cristiano.
C’è acqua dappertutto e lungo la strada ci sono moltissimi recinti che ospitano dei cavalli, una delle attività più popolare sono le passeggiate a cavallo.

La spiaggia

La spiaggia

Il nostro hotel è lungo la strada, si chiama Auberge de la Fadaise. C”è un caseggiato principale con la reception e la sala per la colazione, forse anche qualche camera al piano di sopra, noi siamo alloggiati in una stanza che si affaccia su una piccola piscina. Non è niente di particolarmente lussuoso, ma è carino e pulito.
Ci diamo una rinfrescata e poi andiamo subito a fare un giro. Il panorama è molto particolare, completamente piatto, con canali dappertutto e tanti canneti. A distanza è possibile vedere dei fenicotteri rosa (sembra che sia uno dei pochissimi posti in Europa dove si possono vedere).
La cittadina è decisamente pittoresca, piena di negozietti e soprattutto ci sono moltissimi bar e ristoranti. Dopo aver trovato a fatica un parcheggio, facciamo una passeggiata per vedere il mare, ma ormai si sta facendo buio e cominciamo ad aver appetito.

El Campo

Troviamo un ristorante che ci ispira, e ci accomodiamo. Mentre ceniamo, Gianni mi dice che esiste un ristorante che si chiama El Campo dove vuole assolutamente portarmi perchè si cena a ritmo di flamenco ed è estremamente caratteristico.
Anzi, dopo aver finito di cenare decidiamo di passare davanti a questo ristorante per prenotare per la sera dopo, non si sa mai!

Ma con grande delusione scopriamo che non c’è nessuna possibilità di prenotare, il ristorante è pienissimo e lo sarà anche la sera dopo. Fortunatamente, anche restando in strada possiamo vedere questo fantastico spettacolo: ci sono 4 abilissimi chitarristi che suonano in maniera divina i loro ritmi gitani, sono così coinvolgenti che la gente balla, canticchia, batte il tempo.

Cavalli della Camargue

Cavalli della Camargue

Concludiamo la serata in un bar, sorseggiando un drink e ascoltando altra musica dal vivo. Poi però siamo costretti a scappare via perchè le zanzare ci stanno letteralmente divorando.
Una volta in camera, ci buttiamo addosso litri di autan e crolliamo per la stanchezza.
Al mattina, facciamo colazione e poi andiamo a fare una passeggiata sulla spiaggia. E’ bellissimo, ci sono pochissimo persone, fa già molto caldo ma l’acqua del mare è piuttosto freddina.
Mentre torniamo indietro, vediamo che c’è un trenino che ti porta a fare un giro per le paludi (o ètang come li chiamano in francese), decidiamo di tornare bambini e di approfittarne. Acquistiamo il biglietto (ci dicono che è meglio farlo subito anche se il trenino partirà solo dopo mezz’ora, perchè la richiesta è notevole), nell’attesa andiamo a comprare dell’acqua, perchè la temperatura sta salendo.

Tour de Constance

Tour de Constance

Tour de Constance

Il giro ci porta tra canali, stagni, riusciamo a vedere i fenicotteri abbastanza da vicino, ci fanno fare una sosta per accarezzare dei bellissimi e sporchissimi cavalli (ci forniscono del pane da dare loro). E poi si torna indietro….
Andiamo a visitare la chiesa del paese, e sulla piazza antistante veniamo “intercettati” da parecchie donne rom, che cercano di venderci delle medagliette portafortuna a cifre paurose. La cittadina è infatti meta di pellegrinaggio per i Rom, i quali venerano Santa Sara la Nera.

Per pranzo, troviamo un ristorante dove Gianni si gusta della paella (ottima, a suo dire) e io dei gamberi. Poi torniamo sulla spiaggia, ma dall’altra parte del paese. Il panorama è davvero selvaggio, facciamo tante foto, ci bagniamo fino alle ginocchia: come fa la gente a fare il bagno? L’acqua è proprio fredda, malgrado il caldo sia spossante.
Decidiamo di tornare in camera per un riposino, Gianni fa un tuffo in piscina, io leggo un pò rilassandomi su una sdraio. Dopo una bella doccia, ci equippaggiamo con l’indispensabile Autan e torniamo in paese. Il copione si ripete: cena, passeggiatina tra i negozietti e sosta finale nel solito locale per un drink e live music.

Aigues Mortes

Il secondo giorno, lasciamo Saintes Maries e ci dirigiamo verso Aigues Mortes, città-fortezza medievale.Il nome deriva dalle paludi e dagli stagni che si trovano tutto intorno al comune. E’ completamente diversa, molto più austera con i bastioni che la circondano e la Tour de Constance che in passato fu una prigione.

Veduta di Aigues Mortes dai bastioni

Veduta di Aigues Mortes dai bastioni

Passeggiamo per la città, guardiamo le vetrine, poi torniamo indietro per andare a visitare i bastioni. E’ bellissimo vedere il ponte levatoio con il fossato tutto intorno, ma è un sollievo entrare nelle sale interne dove la temperatura è molto più gradevole.
Prima di pranzo, facciamo una tappa per visitare la chiesa di Notre Dame des Sablons, (Nostra Signora delle Sabbie) che è l’edificio più antico della città.

Le saline di Aigues Mortes

Le saline di Aigues Mortes

Ormai è ora di rimettersi in marcia per tornare a casa, ma non vogliamo rinunciare ad un’ultima cosa: le saline di Aigues Mortes, con le vasche che diventano di colore rosso quando il sale si cristallizza e sono uno spettacolo davvero unico.

 

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