Cape Town, la città della Table Mountain

Cape Town: ci siamo arrivati dopo un volo di circa 2 ore e mezzo da Johannesburg, con la South African Express, ottima compagnia aerea anche se un po’ cara.

Ritiro bagaglio e poi via di corsa alla Budget a prendere la nostra macchina, una Toyota Corolla.

La guida a sinistra non è un problema e le strade che portano al centro della città sono ampie e si transita davvero bene!

Victoria and Akfred Waterfront
Victoria and Akfred Waterfront

Abbiamo prenotato al Protea Breakwater Lodge; anche se i giudizi su Tripadvisor non sono eccellenti, la posizione è ottima, visto che è proprio a 5 minuti appena dal centro.

In effetti, questo è l’unico vantaggio di questo hotel: la camera è minuscola, il wifi non funziona, e il personale della reception è piuttosto incapace.

La signorina che ci ha accolti non è stata neanche in grado di utilizzare una normale carta di credito…

E infine, la colazione veniva servita nell’edificio di fronte, che a quello che abbiamo capito fa parte del campus universitario: il pasto è buono, ma arrivarci è stata una impresa ardua tutte le mattine!

Ultima nota dolente, il rapporto qualità prezzo è pessimo, visto che questo hotel è davvero parecchio costoso!

Victoria and Akfred Waterfront Cape Town
Victoria and Akfred Waterfront Cape Town

Il Waterfront

Ma Cape Town… che meraviglia! La Table Mountain che domina la città, le strade pulite, il traffico ordinato… davvero non sembra di essere in Africa, sembra di essere in una città del Nord America o dell’Europa!

Dopo esserci sistemati e rinfrescati, andiamo ad esplorare il Victoria and Alfred Waterfront: sembra quasi di essere al Fisherman’s Wharf di San Francisco.

Victoria and Akfred Waterfront by night
Victoria and Akfred Waterfront by night

Ci sono negozi, ristoranti e bar dappertutto. Cominciamo ad esplorarne alcuni, soprattutto quelli che offrono oggetti tipici del luogo: pelli di animali, corna di tutti i tipi, uova di struzzo… è tutto così particolare e siamo molto incuriositi e affascinati.

Ci sono anche un paio di enormi centri commerciali, che offrono di tutto: abbigliamento, elettronica, negozi di alimentari ecc…

Ma prima di inoltrarci nella mecca dello shopping, decidiamo di concederci un lauto pasto a base di pesce in uno dei ristoranti sul mare.

Township Cape Town

E lì abbiamo scoperto che il cibo costa veramente pochissimo, oltre ad essere molto ben preparato.

Il servizio però non è molto efficiente (questa è una pecca che abbiamo riscontrato in molti altri posti).

Concludiamo la serata gironzolando tra negozi e acquistando qualche souvenir.

La mattina dopo scopriamo un altro aspetto di Cape Town, molto poco europea e molto meno attraente.

Township a Cape Town
Township a Cape Town

Vi spiego: volevamo fare una visita a Robben Island, l’isola di fronte a Cape Town dove c’è la prigione in cui Mandela è stato detenuto per 27 anni.

Non eravamo riusciti a prendere i biglietti su Internet, era già tutto prenotato.

In albergo ci avevano detto che l’unica possibilità era prenotare un giro con un tour operator locale che ci avrebbe senz’altro garantito i biglietti… e così abbiamo fatto!

Robben Island
Robben Island

Ma il tour è stato molto diverso da quello che pensavamo: invece di portarci a vedere i monumenti di Cape Town, Sam (il nostro autista) ci ha portati a visitare le townships (leggi: baraccopoli) che circondano la città, spiegandoci tutta una serie di cose riguardo alla politica del governo e la situazione al tempo dell’apartheid.

Robben Island

La prigione di Robben Island
La prigione di Robben Island

Onestamente devo dire che il nostro giro mi è piaciuto molto, abbiamo avuto modo di vedere come vive la popolazione meno fortunata, di constatare con i nostri occhi quante contraddizioni sociali ci siano ancora in Sud Africa.

La povertà più estrema convive con la modernità e l’opulenza e anche se la segregazione razziale è stata abolita, ha senz’altro lasciato pesanti strascichi.

Table Mountain
Table Mountain vista da Robben island

Poi Sam ci ha accompagnati al Waterfront, da dove ci siamo imbarcati per Robben Island. La gita in barca è stata splendida, il panorama della città dal mare è stupendo, ogni tanto abbiamo anche visto qualche foca fare capolino tra le onde.

Abbiamo fatto un piccolo giro dell’isola prima di recarci alla prigione, dove un ex detenuto ci ha fatto da guida.

Ci ha spiegato le condizioni di vita dei prigionieri politici e dei criminali comuni. 

Cella di Nelson Mandela
Cella di Nelson Mandela

Il più illustre è senz’altro Mandela, la nostra guida continuava a riferirsi a lui come a “our father Mandela” (nostro padre Mandela), facendo così capire quanto egli sia stato e sia ancora amato nel suo paese.

Vedere la cella dove è stato rinchiuso per lunghi anni mi ha commossa;  mi succede sempre quando mi trovo di fronte a dei luoghi dove personaggi così “grandi” hanno vissuto.

Vista da Signal Point
Vista da Signal Point

Ritorniamo in hotel, piuttosto bruciacchiati dal sole ma soddisfatti, e poi via di nuovo sul Waterfront.

Altra splendida cena, in un ristorante affollatissimo ma perfetto, il Quai Four, dove mangiamo benissimo e ci godiamo la vista del porto e musica dal vivo.

La mattina dopo, il programma prevede la salita alla Table Mountain, ma ahimè il tempo è brutto, piove ed è molto nuvoloso… che fare? Semplice, andiamo a visitare il parco di Capo di Buona Speranza.

Capo di Buona Speranza
Capo di Buona Speranza

 Capo di Buona Speranza

Con la nostra fidata Corolla, percorriamo una strada litoranea, fermandoci di tanto in tanto ad ammirare il panorama e a scattare delle foto; è tutto molto bello e tra uno squarcio di sole e uno scroscio di pioggia arriviamo a destinazione.

Il parco è enorme, ci consegnano una mappa con tutte le strade ed i sentieri che portano ai punti più interessanti.

Cape Point
Cape Point

Decidiamo di andare direttamente a Cape Point, dove ci fermiamo un po’ e poi prendiamo il “Flying Dutchman”; una cabinovia che ci porta in cima proprio dove c’è il faro.

Una curiosità: dappertutto ci sono cartelli che mettono in guardia contro i babbuini, dicendo che sono pericolosi e aggressivi e che è assolutamente vietato dare loro cibo; anzi, meglio non mangiare affatto in loro presenza.

Ne abbiamo visti un paio, ma da lontano, quindi non abbiamo avuto nessun tipo di problema.

Dal faro, è possibile ammirare un panorama esaltante, non saprei dire quante foto abbiamo scattato, ma onestamente il posto meritava davvero.

Poi siamo tornati giù e abbiamo pranzato (benissimo!) ad un ristorante che si chiama Two Oceans; offre ottime pietanze per lo più a base di pesce, e un favoloso panorama grazie a una enorme vetrata!

Panorama da Cape Point
Panorama da Cape Point

Boulder Beach

Ultima tappa della giornata è Boulder Beach, la famosa spiaggia dove vive una colonia di pinguini.

Una serie di passerelle sollevate permette di passeggiare tra i pinguini, e anche se non è possibile toccarli, è divertentissimo vederli camminare con la loro buffa andatura.

Boulder Beach
Boulder Beach

E’ una delle cose che ci è piaciuta maggiormente… ma in realtà, cos’è che non ci è piaciuto?

Ultima notte a Cape Town… ancora sul Waterfront per cena e poi ancora un giro in questo posto bellissimo, poi a nanna… domani l’avventura continua!

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4 Comments to Cape Town, la città della Table Mountain

  1. Daniela Tine' ha detto:

    È sempre un piacere leggere i vostri viaggi/ avventure. Se mai deciderò per un giretto da quelle parti ho già il programma fatto grazie alla vostra esperienza. Grazie ancora!

  2. flavjo70 ha detto:

    Città del Capo è nella lista delle città che mi piacerebbe visitare. Questo post mi sarà utile!

    • Teresa ha detto:

      Il Sud Africa è uno dei posti più belli che io abbia mai visitato! E ci tornerei subito molto volentieri… appena puoi ti consiglio di farci un pensiero… e se ti servono delle dritte, contattaci pure, saremo lieti di darti delle dritte!

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