La Kumari, la dea bambina del Nepal

Kumari o dea bambina

La Kumari, conosciuta anche come Dea Bambina o Dea Vivente del Nepal, rappresenta una tradizione religiosa molto particolare e antichissima.

Agli occhi dei visitatori occidentali è una attrazione da vedere, ma che lascia estremamente perplessi per la sua singolarità.

Chi è la Dea Kumari, la dea bambina?

Kumari o dea bambina
La Dea Kumari o Dea Bambina

Il nome stesso lascia capire di cosa stiamo parlando; si tratta di una bambina, selezionata tra migliaia di candidate, che viene eletta dea per un periodo di tempo limitato.

Essa vive isolata in un palazzo nel centro di Kathmandu, la capitale dello stato; a farle compagnia solo un tutore e alcuni servi che si occupano della sua residenza.

La Kumari viene venerata sia dai fedeli di religione induista che buddista. Secondo la cultura nepalese, essa rappresenta la reincarnazione della dea Taleju. Esiste una leggenda che spiega la nascita di questa figura.

Essa narra che la dea si materializzasse tutte le notti per giocare con il re ad un gioco simile alla dama. Una notte, la moglie del re interruppe l’incontro tra i due. La dea si infuriò, ma poi apparve in sogno al monarca informandolo che si sarebbe reincarnata in una bambina.

Il re iniziò immediatamente la ricerca della bambina che ospitava lo spirito della dea e fece costruire un palazzo, il Kumari Ghar, dove la bambina avrebbe vissuto.

Come viene scelta la Dea Bambina Kumari

Kumari o dea Bambina
Il cortile della residenza della Kumari

La selezione per la scelta della Kumari è durissima perchè la dea bambina deve corrispondere a ben 33 criteri. Tutta l’operazione viene orchestrata ad opera di importanti personaggi: tra questi un astrologo, il sacerdote della Dea Taleju, il capo dei sacerdoti buddisti.

Per cominciare, la candidata deve essere ricercata all’interno di una particolare casta, la Newari; deve avere un’età tra i due e i quattro anni. Oltre a dover essere sana e priva di qualunque tipo di cicatrice, non deve mai aver subito perdite di sangue.

Gli altri criteri si riferiscono al suo aspetto fisico: deve avere le “ciglia come una mucca”, capelli neri e lisci, mani e piedi soffici, lingua piccola ed altre cose ancora. Il suo segno zodiacale deve essere lo stesso del re e infine non deve avere paura.

Per verificare questa ultima caratteristica, la bambina che ambisce a diventare la Dea Kumari viene rinchiusa in una stanza le cui pareti sono tappezzate con teste mozzate di bufalo, ancora grondanti sangue. Nella stanza sono anche presenti dei danzatori che indossano inquietanti abiti da divinità.

La vita della Dea Vivente

Kumari o dea bambina
L’ingresso al palazzo della Kumari

Una volta che la candidata avrà superato tutte queste prove, essa abbandonerà la sua famiglia e vivrà nella sua residenza.

La sua vita non è esattamente quella che dovrebbe avere una bambina così piccola. La Kumari non avrà nessun tipo di vita sociale e uscirà dal palazzo solo in occasione di qualche particolare festa religiosa; in questo caso ella non camminerà per le strade, ma verrà portata in giro su un baldacchino sollevato da terra.

La sua “carriera” terminerà non appena ella perderà sangue per la prima volta; il che significa avere il primo mestruo, oppure un banale taglio da cui sgorgherà anche una sola goccia di sangue.

Infatti, le credenze sostengono che la perdita ematica coincida con la perdita dello spirito divino e con la purezza; pertanto da quel momento la piccola torna ad essere una bambina comune.

Diventare una ex Kumari

Durbar Square
Durbar Square

Da questo momento, la bambina che aveva ricoperto il ruolo di Dea Kumari può ritornare alla sua famiglia e alla vita normale.

Ovviamente l’aggettivo “normale” è veramente un eufesmismo, visto che per la piccola questo cambio radicale di vita deve essere uno choc tremendo.

Non ha avuto nessun rapporto interpersonale per anni, non ha una cultura, la vita di tutti i giorni le è estranea. Inoltre, esiste la convinzione che chiunque sposi una ex Kumari sia destinato a morire entro sei mesi; di conseguenza, è molto difficile trovare qualche uomo disposto a correre questo rischio, per quanto innamorato sia.

Negli ultimi tempi, le cose sono un pò cambiate. La piccola dea è affiancata da un precettore che la aiuta nei suoi studi, e le permette di farsi una cultura. Alla fine del suo “mandato”, essa riceve un piccolo vitalizio che le consente di vivere. La cifra va dai 17 ai 50 euro al mese, a seconda del tempo in cui è stata in carica.

Dove incontrare la dea bambina Kumari

La Kumari alla finestra
La Kumari alla finestra

La più importante tra le dee Kumari vive a Kathmandu, anche se ce ne sono molte altre sparpagliate in tutto il Nepal.

Essa riceve le visite di sacerdoti e alti dignitari e politici che si recano nel suo palazzo per ricevere le sue benedizioni, ma anche per interpretare i suoi gesti. Alcuni di essi vengono interpretati come presagi per il futuro: se la Kumari tace, significa che i desideri dei fedeli saranno esauditi, il pianto è foriero di malattia e morte.

I normali turisti possono comunque vedere la dea; tutti i giorni essa si affaccia alle finestre del suo palazzo che danno in un piccolo cortile quadrato. La si intravede per qualche secondo dietro i vetri, poi scompare.

Per tutto il tempo in cui si è in sua presenza, bisogna rimanere in preghiera con le mani giunte; è categoricamente vietato scattarle delle foto.

Alla fine, è buona norma lasciare qualche spicciolo come donazione alla dea, anche se non è obbligatorio.

Il palazzo dove potrete vedere la Kumari è in Durbar Square, se chiedete in giro, chiunque ve la saprà indicare.

Per altre informazioni, potete visitare il sito ufficiale del Turismo del Nepal


2 Comments to La Kumari, la dea bambina del Nepal

  1. Raffaella ha detto:

    Queste tradizioni popolari, per quanto a volte discutibili, mi affascinano sempre molto e mi aiutano a capire meglio il Paese che sto visitando. Sono stata in Nepal, ma confesso di non aver mai sentito parlare della Kumari.

    • Teresa ha detto:

      Sono d’accordo con te, la tradizione della Kumari è una vera crudeltà nei confronti delle bambine; ma chi siamo noi per giudicare le tradizioni di un paese così misterioso?

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