Ang Thong National Marine Park

Ang Thong National Marine Park è una delle escursioni più popolari che si possono fare partendo da Koh Samui; l’altra è Koh Tao.

In effetti eravamo estremamente indecisi, perché ci sarebbe piaciuto farle tutte e due ma non avevamo abbastanza tempo… che fare?

Porto di Koh Samui
Porto di Koh Samui

Una mattina siamo andati in una agenzia turistica sulla spiaggia e abbiamo fatto due chiacchiere con Tam, un ragazzo molto giovane ma efficientissimo.

Ci ha consigliato di scartare Koh Tao, perché l’isola è molto bella ma molto lontana; invece, ci ha suggerito di scegliere Ang Thong National Marine Park.

Abbiamo accettato il suo consiglio, ma abbiamo trascurato di informarci sulla durata del viaggio per il parco marino.

Infatti, ci abbiamo messo due ore all’andata e due al ritorno con la big boat (una barca piuttosto grande, che può trasportare parecchi ospiti).

Solo dopo abbiamo scoperto che c’era la possibilità di prendere la speed boat (la barca veloce), con la quale avremmo speso di più, ma ci saremmo risparmiati un viaggio piuttosto noioso.

Panorama di Ang Thong
Panorama di Ang Thong

Partenza per Ang Thong National Marine Park

Non chiedetemi quanto abbiamo pagato l’escursione, perchè il prezzo varia a seconda della vostra capacità di trattare e io devo ammettere di essere abbastanza brava 🙂

In generale vi chiederanno una cifra intorno ai 30 – 35 euro, poi sta a voi cercare di tirare.

L’escursione prevede il pick up dal vostro hotel, un piccolo pullman vi porterà al porto e ovviamente vi riporterà al vostro hotel alla fine della giornata.

Ricordo che al porto c’erano un bel pò di barche e di gente; siamo stati smistati e poi ognuno è salito a bordo della propria imbarcazione. Per distinguerci, ci hanno appiccicato dei bollini colorati alle magliette.

Navigando verso Ang Thong
Navigando verso Ang Thong

Una volta sistemati, ci hanno invitati a prendere del the, caffè e delle brioche. Poi partenza per Ang Thong National Marine Park!

Il programma dell’escursione

La nostra guida era una ragazza non più giovanissima di nome Cristina (dal suo modo di pronunciare l’inglese doveva essere tedesca).

Ci ha dato due dritte su quello che avremmo fatto una volta giunti a destinazione.

Innanzitutto, appena arrivati all’arcipelago (ci sono ben 42 isolotti) avremmo fatto un giro in kayak per ammirare le formazioni rocciose di una delle isole.

In seguito ci avrebbero servito il pranzo sulla barca e poi ci sarebbe stata un’altra sosta in un altro isolotto, ma non ci ha detto per fare cosa.

Kayak
Kayak

Kayak!

Finalmente si arriva, i membri dell’equipaggio distribuiscono i giubotti di salvataggio e ci fanno salire a due a due sui kayak.

Io e Gianni ci mettiamo d’accordo che lui starà dietro e vogherà, io davanti farò le foto… comodo, no?

Raggiungiamo Cristina in un punto di incontro, c’è qualche piccolo disguido con alcune persone non molto pratiche; qualcuno non riesce a girare e una signora si prende una botta di pagaia sui denti, ma quando alla fine ci siamo tutti si parte.

In kayak ad Ang Thong
In kayak ad Ang Thong

Lo spettacolo è splendido, il mare è cristallino e le rocce sono incredibili.

Ci sono degli anfratti, delle piccole grotte, delle spiaggette, cerco di fare foto a gogo, ma purtroppo non tutte sono venute bene a causa della impossibilità di muovermi come vorrei.

Di tanto in tanto ci fermiamo e Cristina controlla che ci siamo tutti. E dopo circa 35 minuti di questa intensa attività sportiva, sbarchiamo su una spiaggia.

Lì c’è la possibilità di salire per fare delle foto dall’alto, sembra che ci sia un bellissimo laghetto, così Gianni decide di andare su; io preferisco starmene un attimo tranquilla, mi procuro una bottiglia d’acqua e faccio delle foto.

Ce n’è una che mi piace molto, dove si vede la fila di canoe vuote che Cristina sta riportando alla big boat.

Grotta
Grotta

Il pranzo

Dopo circa mezz’ora ci trasferiscono sulla barca tramite una long tail boat, devono fare almeno due o tre giri per riportarci tutti.

Man mano che risaliamo sulla barca, restituiamo il giubbotto di salvataggio e ci viene dato in cambio un vassoio di plastica, perché stanno servendo il pranzo. Solito riso, pollo fritto, una specie di spezzatino, e frutta.

Ci rimettiamo al nostro posto e mentre mangiamo facciamo due chiacchiere con i nostri vicini, una coppia tedesca molto giovane (che grazie a Dio parla inglese) e una coppia di australiani.

Parliamo dei viaggi che ognuno di noi ha fatto, poi veniamo interrotti da Cristina che ci spiega quali possibilità abbiamo nella prossima sosta.

Spiaggia di Ang Thong
Spiaggia di Ang Thong

Possiamo andare a visitare delle grotte, ma bisogna arrampicarsi per almeno 30 minuti per arrivarci; oppure possiamo salire nel punto più alto dell’isola, dove la vista è spettacolare, ma l’arrampicata in questo caso dura circa un’ora.

Io e Gianni avremmo voluto fare delle foto, ma nessuno dei due è in abbastanza in forma e allenato per fare una scalata così, quindi rinunciamo. Restano le ultime due possibilità: snorkeling e relax sulla spiaggia.

Snorkeling ad Ang Thong National Marine Park

Lo snorkeling è una delusione, l’acqua è pulita ma torbida quindi l’unica alternativa che ci rimane è farci un bel bagno, prendere un caffè al chiosco (incredibile, buonissimo…), visitare il negozietto dei souvenir.

Lago
Lago

Un ultimo bagno, riprendiamo il nostro giubotto e si ritorna indietro.

Dopo esserci nuovamente (e questa volta definitivamente) sbarazzati del giubotto, veniamo invitati dal personale di bordo a tuffarci dalla big boat, dall’ultimo ponte dove ci sono i lettini per prendere il sole.

I più giovani non si fanno pregare!  Per un quarto d’ora circa è tutto un su e giù di gente che si tuffa, risale in barca e si rituffa.

Anche Gianni non si fa pregare e si butta giù tre o quattro volte.

Durante il viaggio di ritorno, molta gente comincia ad appisolarsi, siamo tutti stanchi e la strada del ritorno è ancora lunga.

Nell’insieme una esperienza piacevole e positiva, ma onestamente ci aspettavamo di più.

Tuffi dalla big boat
Tuffi dalla big boat

Contavamo molto sulla ultima tappa per fare delle belle foto, ma nessuno ci aveva informati della difficoltà della scalata… tutto sommato, forse avremmo dovuto scegliere Koh Tao anzicchè Ang Thong National Marine Park!

Trovate altre informazioni visitando il sito ufficiale del pasco.

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