Usa – Bryce, Canyonland, Arches e Monument Valley

Bryce, Canyonland, Arches e Monument Valley

Zion National Park

Zion National Park

Lasciamo Las vegas e andiamo a immergerci di nuovo nella natura, andiamo a visitare altri parchi. Ma prima di lasciare Las Vegas, una capatina alla Motor Speedway, una pista del circuito Nascar. Deserta a quell’ora del mattino, non c’è molto da vedere.
Guidiamo per un bel pezzo con qualche veloce sosta, finchè non raggiungiamo Zion Park dove ci fermiamo per un giretto veloce e tante foto. La prossima destinazione è il Bryce Canyon nello Utah.

Bryce Canyon

Bryce Canyon

Non è propriamente un canyon ma un enorme anfiteatro, celebre per le rocce con una colorazione che va dal rosso, all’arancio al bianco. E’ veramente uno spettacolo, cerchiamo alcuni punti panoramici segnalati dai cartelli per poterci godere meglio il panorama. Possiamo anche ammirare vari animali selvatici, come antilopi e tanti scoiattoli, qualche cane della prateria.

Moab

Poi raggiungiamo Moab, dove ci fermeremo un paio di giorni perchè nei paraggi ci sono tantissime cose da vedere.

Canyonland

Canyonland

Dead Horse Point

Dead Horse Point

La cittadina è quella tipica del Far West, una lunga strada principale costeggiata dall’immancabile Mc Donalds, alcuni negozietti di souvenir e un supermercato. All’ingresso del paese, si attraversa un ponte sul fiume Colorado.
La prima cosa che facciamo è fiondarci nella lavanderia, sono giorni che siamo in viaggio e la biancheria pulita comincia a scarseggiare. Poi usciamo e facciamo due passi, mangiamo al Mc Donalds e poi a nanna. La giornata è stata davvero pesante, e quella di domani sarà altrettanto impegnativa.

Canyonlands

Cominciamo con la visita a Canyonlands, un susseguirsi di canyons scavati dall’erosione del fiume Colorado. La terra e le rocce sono rosse in maniera incredibile e fa molto caldo. Uno dei canyon viene chiamato Dead Horse Point, pare che nel passato i cavalli mustang corressero liberi e selvaggi in queste zone. Una volta catturati, venivano portati in questo canyon che forma una specie di corral naturale e lì venivano domati. I cavalli migliori venivano venduti, gli altri venivano lasciati liberi. Per una inspiegabile circostanza, moltissimi dei cavalli scartati restarono nel canyon anzichè tornare alla natura e morirono di sete.
A parte la leggenda, indubbiamente suggestiva, il posto è affascinante, non andrei più via. Gianni e Manuel si divertono a fare foto in piedi su rocce strane che sembrano veramente instabili, poi decidiamo di cercare qualche stradina sterrata per arrivare in fondo al canyon per vedere da vicino il Colorado. Risultato zero: sulla mappa troviamo dei sentieri, ma decisamente impraticabili con la nostra auto.

Dead Horse Point

Dead Horse Point

Parco Nazionale degli Archi

Si è fatta ora di pranzo, cerchiamo qualcosa nei paraggi, ma non trovando nulla torniamo a Moab da Mc Donalds… poco male, tanto dovremmo farlo lo stesso per raggiungere il prossimo parco, il Parco Nazionale degli Archi. E’ spettacolare, ci sono degli archi di arenaria rossa che non esistono in nessuna altra parte del mondo. E’ incredibile pensare che la natura possa aver raggiunto questo risultato. In questa zona, si vedono talvolta i puma ma non siamo stati così fortunati da vederne.
Ci sono vari sentieri che attraversano il parco, ne scartiamo subito alcuni perchè sono estremamente ripidi e scoscesi, quindi vediamo il “Delicate Arch” (il più famoso degli archi) solo da lontano.
Quando è ormai è quasi il tramonto, torniamo in hotel, dobbiamo preparare le valigie e farci la doccia, e mangiare un boccone (indovinate dove? Mc Donald’s, naturalmente!).

Delicate Arch

Delicate Arch

Monument Valley

La mattina dopo ci aspetta la Monument Valley, siamo davvero curiosi di vederla dal vero dopo averla ammirata nei più famosi film western, di cui è stata l’ambientazione. Mentre arriviamo, ci fermiamo a fare delle foto da lontano, è spettacolare! All’ingresso, ci fermiamo per bere qualcosa (il caldo si fa sempre più afoso) e acquistiamo qualche souvenir. Poi cominciamo il nostro giro tra questi enormi pinnacoli rossi, su un sentiero di sabbia ancora più rossa.

Monument Valley

Monument Valley

Devo dire che siamo rimasti un pò delusi… l’effetto che fa da lontano non è neanche lontanemente paragonabile al vedere tutto da vicino. E’ bellissima, ma meno di quanto l’avessimo immaginata.
Prima di lasciare il posto, facciamo una foto con il cartello che c’è all’ingresso: c’è in tutti i parchi che abbiamo visitato, ma questo è molto più grande, vale davvero la pena di portarsene a casa un ricordo. Non siamo gli unici a pensarla così, dobbiamo metterci in coda e aspettare il nostro turno.

L'ingresso della Monument Valley

L’ingresso della Monument Valley

Poi sulla strada incontriamo parecchie bancarelle che vendono artigianato locale. Questa zona era nel passato una riserva Navajo, e in affetti le bancarelle sono gestite da nativi americani. Ci fermiamo a curiosare e mi innamoro di un paio di orecchini bellissimi, i dream catchers (acchiappasogni): secondo la leggenda, chi li indossa è protetto dagli incubi perchè solo i sogni belli possono passare attraverso il filtro di questi orecchini.
Man mano che ci allontaniamo dalla Monument Valley, il cielo diventa sempre più nuvoloso e poco dopo aver passato il confine con l’Arizona comincia a diluviare. Pausa pranzo, abbiamo bisogno di sgranchirci perchè abbiamo ancora un pò di strada da fare. La nostra destinazione è Page.

Antelope Canyon

Antelope Canyon

Antelope Canyon e Lake Powell

Quando arriviamo, Manuel decide di fermarsi in albergo perchè è stanchissimo, io e Gianni vogliamo visitare l’Antelope Canyon, Abbiamo visto in giro delle foto stupende, ma purtroppo la visita non è possibile perchè ha piovuto e le strette cavità nella roccia non sono accessibili. Per consolarci, facciamo un giro al Lake Powell, un lago artifiale nei paraggi. E’ molto bello, vediamo molte barche ancorate e alcune sono particolarmente grandi. Ci spiegano che sono houseboats, utilizzate dai turisti per la loro vacanza. Due passi anche qui, poi ci mettiamo sulla via del ritorno e… cosa vediamo? Un cartello con la scritta “Bull riding tonight”. Cerchiamo delle persone a cui chiedere informazioni, ci dicono che il rodeo inizia alle 10 circa, abbiamo tutto il tempo di tornare in hotel a prendere Manuel (il quale torna come nuovo quando scopre il programma della serata).

Lake Powell

Lake Powell

Il rodeo si svolge in una grande recinto circondato da tribune che si vanno riempiendo sempre più. C’è un gran via vai di cow boys con cappelloni, jeans e stivali, ma è divertente vedere che ci sono anche dei ragazzini vestiti allo stesso modo. Inizialmente pensiamo che sia solo spirito di emulazione, ma poi ci rendiamo conto che anche i piccoli parteciperanno al rodeo.

Un giovane cowboy si prepare al bull riding

Un giovane cowboy si prepare al bull riding

E infatti sono i primi ad esibirsi: sono molto bravi e coraggiosi, ma ci sono un paio di occasioni in cui temiamo il peggio quando i ragazzini cadono dal toro. Poi tocca agli adulti, anche loro bravissimi, ma non ci fermiamo molto perchè ricomincia a piovere e malgrado gli impermeabili ci stiamo inzuppando.
Quindi torniamo in hotel, domani ci aspetta il Gran Canyon!

 


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