Usa – Costa Ovest 2010 Sequoia National Park, Yosemite e Death Valley

Partenza da San Francisco verso le 9, dopo una abbondante colazione a base di pancakes e sciroppo d’acero, uova strapazzate (per Gianni), succo di frutta e caffè americano. Imbocchiamo il Bay Bridge, direzione Tulare. Da lì faremo base per visitare il Sequoia National Park.
Passiamo la mattinata in viaggio, fermandoci di tanto in tanto per sgranchirci le gambe o per fotografare qualche posto particolarmente interessante. L’unica tappa più lunga è Fresno, avevamo letto sulle guide che è un paesino particolarmente ridente, ma non è nulla di eccezionale.

Fresno

Fresno

Il nostro motel a Tulare è molto spartano, ma siamo contenti di esserci arrivati, fa davvero un caldo incredibile e un tuffo in piscina è un must. Ci diamo una sistemata e raggiungiamo un centro commerciale dove io e Manuel ci scateniamo, visti prezzi convenienti, finalmente Gianni riesce a trascinarci via e ci porta a cena in un posto molto carino, il Black Horse. Ci servono delle ottime bistecche con patatine, ridiamo e scherziamo con le cameriere, insomma una serata piacevolissima!

Un ranger all'ingresso del Sequoia Park

Un ranger all’ingresso del Sequoia Park

Eccoci in viaggio per il Sequoia National Park: per i prossimi tre giorni, la nostra vacanza sarà piena di bellezze naturali, e per noi che amiamo la natura è un vero paradiso.
Le sequoie sono splendide, maestose, avevamo letto molto e visto delle foto, ma ritrovarti accanto a questi giganti ti fa realizzare appieno la loro grandezza. Abbiamo fatto moltissime foto, poi con la macchina abbiamo gironzolato fino a raggiungere un punto panoramico molto ripido da scalare, io mi sono arresa subito mentre i miei compagni di viaggio sono saliti fino in cima a godersi lo spettacolo. Un particolare divertente: i contenitori per la spazzatura hanno una maniglia per l’apertura, per evitare che gli orsi (pare siano molto numerosi nella zona, ma non ne abbiamo visto neanche uno, solo degli scoiattoli) possano aprirli e rovistare tra i rifiuti.

Le sequoie giganti

Sequoia

Ancora due passi, una sosta alla toilette (affollatissima), poi ci siamo recati a vedere il Generale Sherman, che è la sequoia più grande che esista con i suoi 83,8 metri ed un diametro di 7,7 metri. Vi garantisco che è impressionante. Abbiamo dovuto pazientare per fare le foto vicino a quest’albero perchè c’era una discreta coda. Poi ci siamo avviati verso Mariposa, dove avevamo prenotato al Best Western.

Il Generale Sherman

Il Generale Sherman, la sequoia più grande

Il paese è minuscolo, ma incantevole, da la sensazione di essere tornati indietro nel tempo, all’epoca del Far West. Curiosiamo in qualche negozietto, ceniamo in uno dei due ristoranti (pieni per lo più di turisti) e torniamo in albergo. Altra sorpresa: il parcheggio è pieno di Harley Davidson e di “bikers” di tutte le età, alcuni sono davvero stagionati ma pieni di grinta e di energia.

Yosemite National Park

Yosemite National Park

Yosemite

Il secondo parco che visitiamo è Yosemite, uno dei più famosi. Abbiamo qualche
problema con i lavori sulla strada, per cui siamo in coda e ci muoviamo a passo d’uomo, o addirittura siamo costretti a star fermi. Per prima cosa, visitiamo la zona dove ci sono le sequoie, sono grandi e belle, ma dopo quelle viste il giorno precedente non mi dicono molto.
Poi si raggiunge un punto dal quale si ammira un panorama stupendo: l’Half Dome, enormi blocchi di granito e cascatelle che sgorgano dal nulla. Rimaniamo affascinati e ci fermiamo in silenzio per un bel pò: è davvero troppo bello!

Yosemite National Park

Yosemite National Park

La seconda tappa è nei pressi di una cascata che forma una fresca piscina tra massi di granito, nella quale la gente sguazza e cerca refrigerio dalla calura intensa. Anche Manuel non resiste e va a bagnarsi i piedi. Foto di rito e siamo costretti a ripartire.

Tioga Pass

Tioga Pass

Bodie

Ma la prosecuzione del viaggio è altrettanto gradevole. Dobbiamo attraversare il Tioga Pass, un passo nella Sierra Nevada, a oltre 3000 metri, poi dall’altra parte vogliamo visitare Bodie, una città fantasma sorta durante la corsa all’oro e che è adesso un museo mirabilmente conservato. Purtroppo l’orario di chiusura è alle 18, quindi la visita è impossibile e dobbiamo accontentarci di fare delle foto dall’esterno. (Qualche anno dopo, Gianni ed io ci siamo ritornati e abbiamo potuto visitarla per bene)
Raggiungiamo il nostro albergo nel villaggio di Lee Vining, ed è davvero brutto… ci hanno assegnato un bungalow fatiscente; abbiamo anche delle riserve sulla pulizia del luogo, ma al momento della prenotazione non eravamo riusciti a trovare altro. L’ironia è che questa sistemazione è quella che ci è costata di più… se volete evitarlo il nome è Tioga Lodge.
Dopo cena facciamo due passi e torniamo in albergo, anche perchè non c’è altro da fare.

Bodie

Bodie

Al mattino, usciamo presto dall’hotel e quindi non abbiamo modo di consumare la colazione (compresa nel prezzo), perchè il ragazzo che ci ha accolto la sera prima non si trova da nessuna parte. Ci limitiamo a lasciargli la chiave del bungalow con lo stuoiono e andiamo via. Prima di lasciare la zona, vogliamo vedere Mono Lake, un lago sulle cui rive si trovano delle formazioni calcaree molto suggestive. E’ proprio qui che è stato girato il film con Clint Eastwood “Lo Straniero senza Nome”.

Mono Lake

Mono Lake

Death Valley

Oggi ci aspetta la Death Valley, la Valle della Morte, tra la California e il Nevada. È rinomata perché circa al centro della valle si trova il punto più basso del Nord America e per le temperature elevatissime (circa 48/50 gradi). Raccomandano di non sostare a lungo sull’asfalto perchè i pneumatici potrebbero sciogliersi, e di non avventurarsi in questa zona senza grandi scorte di acqua, sia da bere che per il radiatore della macchina. Noi non abbiamo avuto problemi particolari, ma devo ammettere di non aver mai sentito un caldo così in vita mia; sembrava di essere davanti ad un falò ardente e non c’era alcuna differenza tra l’ombra e il sole.

Death Valley - La valle della Morte

Death Valley – La valle della Morte

Molto suggestivi i nomi dei due punti di ristoro che si incontano nella valle, Stovepipe Wells e Furnace Creek. E’ proprio qui che siamo fermati per pranzo, con due ragazzi italiani in viaggio di nozze. E’ stato piacevole perchè fino a quel momento non avevamo incontrato nessun connazionale e fare due chiacchiere non ci è dispiaciuto affatto. Dopo la sosta, andiamo a vedere Bad Water, il lago salato, dove (se possibile) il caldo è ancora più torrido e insopportabile, al punto che ci fermiamo davvero poco e ripartiamo per Las Vegas.

Il Lago Salato nella Death Valley

Il Lago Salato nella Death Valley

 


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