Kenya 2010 – Watamu

La meta del nostro Natale 2010 è il Kenya. Abbiamo scelto di andare a Watamu piuttosto che a Malindi o Diani Beach perchè ne abbiamo sentito parlare molto bene.

Watamu

Un baobab nella piantagione di ananas

Navighiamo un pò su Internet per trovare il pacchetto che fa per noi e alla fine prenotiamo con Alpitour World che ci pare il più conveniente e sembra proprio fare al caso nostro. Finalmente arriva il momento della partenza per il Kenya, ci imbarchiamo su un volo di Blue Panorama e comincia una lunga e angosciosa notte. L’aereo non è gran che, il posto a disposizione di ogni passeggero è davvero ridicolo e non ci si può muovere. Dormire in queste condizioni è davvero difficile, ci appisoliamo a tratti ma al nostro arrivo siamo molto stanchi.

Watamu

Il villaggio vicino al resort

Ma essere di nuovo in Africa è una sensazione incredibile che ti apre il cuore: solo chi ama l’Africa come noi può capire! Veniamo fatti accomodare su un autobus con l’aria condizionata che va a tutto spiano e dopo pochissimo partiamo. La strada è piuttosto lunga e l’ultimo tratto è molto disagevole, visto che si tratta di uno sterrato pieno di buche. Finalmente raggiungiamo il Twiga Beach Ora Resort. Il resort non è molto grande, ma molto carino, l’accoglienza è calorosissima, un ottimo drink e una salvietta rinfrescante.

Il panorama dalla nostra camera

Il panorama dalla nostra camera

Mentre le nostre valigie vengono portate in camera, veniamo fatti accomodare al ristorante. Sono ormai le 15/15.30, ma sono stati molto premurosi e ci hanno tenuto un pò di cose da parte. Siamo tre coppie, ci fiondiamo tutti sul cibo, soprattutto sulla frutta fresca e intanto facciamo conoscenza. Poi conosciamo la prima dei tre meravigliosi animatori che ci hanno accompagnato nella nostra vacanza, Denise. E’ vulcanica e simpaticissima, ci mette al polso il solito braccialetto di gomma e ci invita alla serata che si svolgerà nei pressi della piscina.
Corriamo in camera a cambiarci e in un attimo siamo sulla spiaggia: la marea è molto bassa e dobbiamo accontentarci di sguazzare in quelche pozza di acqua caldissima.

Watamu

La spiaggia con la bassa marea

Nota molto negativa: i beach boys. Ci avevamo già avuto a che fare a Zanzibar, ma la differenza è notevole. Questi sono molto più tenaci e ostinati e non ci lasciano in pace un momento, anche se alla fine ci dimostriamo piuttosto seccati e li invitiamo a lasciarci in pace. Esasperati, torniamo al resort per un bagno in piscina, caldissima anche quella. Poi è ora di cambiarci.
La serata in piscina prevede un ricco cocktail, con stuzzichini vari (buonissimi gli anacardi, quanti ne mangerei!), poi la cena e la messa gospel, celebrata in inglese e con i bambini che cantano cori natalizi. Si conclude con un pò di discoteca e la promessa di ritrovarci il giorno dopo per i giochi di Natale.

Festeggiamenti natalizi

Festeggiamenti natalizi

E infatti al mattino, dopo una abbondante colazione, siamo tutti pronti a cominciare. Conosciamo gli altri due animatori, Cecilia e Max (il quale è arrivato anche lui da pochissimo, a giudicare dall’inizio di scottatura sul collo). Il grande pregio di questi animatori è di riuscire a coinvolgere tutti senza essere asfissanti o insistenti, lo stesso Gianni che è un pò “orsacchiotto” si diverte come un pazzo e non si lascia scappare nessun tipo di torneo o sfida, al mattino cerca Max per sapere cosa offre il programma della giornata. Facciamo di tutto, tornei di bocce, freccette, acqua gymn, giochi di tutti i tipi.

Watamu

Ananas!

Per quanto riguarda le escursioni, un pomeriggio siamo andati a Malindi, ma non è nulla di eccezionale. Abbiamo fatto una passeggiata e abbiamo trovato varie bancarelle che vendono di tutto, e abbiamo acquistato un paio di ananas da portare in Italia, abbiamo osservato con meraviglia un artigiano che fabbricava sandali di gomma usando copertoni vecchi, abbiamo attraversato il quartiere arabo con le sue bottegucce piuttosto buie. E abbiamo visitato la fabbrica del legno, dove abbiamo visto all’opera gli ebanisti che scolpivano ed incidevano il legno con grande maestria.

La fabbrica del legno a Malindi

La fabbrica del legno a Malindi

Un’altra volta siamo andati a visitare le rovine di Ghede. Si tratta di una antica città araba abbandonata senza un apparente motivo, immersa dalla foresta e i cui unici abitanti sono le scimmie. C’è una grande colonia di cercopitechi, divise in famiglie e con una forte tendenza all’aggressività, al punto che alcune di esse portano dei nomi inquietanti, come Saddam Hussein o Bin Laden. Chiediamo al nostro autista di fermarsi per strada per comprare delle banane da portare alle scimmie e al nostro arrivo cominciamo a distribuirle, ma dobbiamo stare attenti perchè sono agilissime e ce le strappano dalle mani senza che ce ne accorgiamo. Visitiamo le rovine, la guida ci spiega la funzione dei singoli edifici (o almeno quello che ne rimane), poi andiamo a fare un giro a Watamu, ma non ci fermiamo perchè fa caldissimo e c’è un caos terribile.

Le scimmie a Ghede

Le scimmie a Ghede

L’escursione più lunga che abbiamo fatto è stato il Safari Blue, una lunga gita in barca. Ci hanno portato in pullman in un posto dove l’acqua era limpida e trasparente e che chiamano “Sardegna 2” (il che è prova della massiccia presenza di italiani nella zona) e da lì abbiamo preso la barca. Il programma è stato il solito: avvistamento dei delfini, le mangrovie, un pò di snorkeling, passaggio davanti ad una colonia di fenicotteri rosa.

Le mangrovie

Le mangrovie

La nostra barca aveva una parte del fondo trasparente ed era piacevole guardare di sotto, anche se non c’erano poi tanti pesci da vedere. Poi il pranzo su un’isoletta: tutto squisito, ci hanno addirittura servito un’intera aragosta. Poi Gianni ed una signora che abbiamo conosciuto al resort fanno un giro in canoa, mentre il marito della signora ed io subiamo l’assalto dei vari beach boys che cercano di venderci di tutto.

Watamu

Un giro in canoa

Quello che mi dispiace di non aver fatto è il safari, c’era l’opportunità di stare via due giorni e devo dire che eravamo molto tentati, ma ci dispiaceva anche molto lasciare il resort e perderci due giorni di mare. Per questo abbiamo rinunciato, ripromettendoci di tornare una volta o l’altra per fare un safari, magari di più giorni. (In realtà siamo tornati qualche anno dopo e abbiamo fatto il safari a Tsavo East!)
Ma l’escursione migliore è stata quella non programmata. Alcuni ospiti del resort volevano andare a trovare i bambini di un orfanatrofio di cui avevano sentito parlare e noi ci siamo aggregati. Abbiamo fatto una colletta per comprare delle cose per i bambini, ci hanno consigliato di prendere del sapone, del riso, cose che possono davvero essere utili. Con quello che è avanzato abbiamo preso dei biscotti.

L'orfanatrofio

L’orfanatrofio

C’erano bambini di tutte le età, tutti con la stessa enorme voglia di amore e affetto, tutti i piccoli volevano essere presi in braccio e coccolati, i più grandi invece facevano di tutto per attirare la nostra attenzione. Una tenerezza enorme, tutti quanti…
Al ritorno era quasi buio, ma era il nostro ultimo giorno e non abbiamo voluto perderci un ultimo tuffo in piscina. Ci hanno invitati ad andare a Malindi in discoteca, la cosa ci tentava abbastanza visto che era la discoteca di Briatore, ma il buon senso ha prevalso e dopo lo spettacolo organizzato dagli animatori, siamo andati a nanna.

Watamu

Foto con gli animatori

La mattina dopo, sveglia all’alba, ci è dispiaciuto moltissimo andare via perchè avevamo davvero legato con moltissime persone e ci siamo divertiti tanto… ma si sa, le cose belle finiscono!

 


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